| UN PRENESTINO A ROMA |
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| Politica - Palestrina | |
| Mercoledì 09 Luglio 2008 14:14 | |
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Dalla Provincia alla Capitale. Ci parli di questo suo percorso politico e di vita? Si potrebbe dire, parafrasando uno slogan che Palestrina è vicina a Roma. Il tragitto è breve. Io contino a farlo in treno da pendolare e nonostante questo continuo a sentirmi un cittadino di Roma, pur rimanendo ancorato alle mie origini prenestine. E’ interessante svolgere un ruolo così importante nella Capitale, la dimostrazione che c’è un’unità territoriale sociale ed economica tra Roma ed il suo hinterland. Tra tanti nomi, alcuni di fama televisiva ed internazionale, il sindaco Alemanno ha scelto lei, un uomo di Provincia. Perché?Perché c’è un rapporto antico ed una conoscenza profonda con il sindaco. La residenza ha un valore secondario anche perché io mi definisco un cittadino cosmopolita. Nella mia vita ho vissuto a Firenze, in giro per l’Italia e per il mondo. Credo che questo mio carattere ben si adatta ad una città come Roma così aperta e grandiosa. Ho inoltre una grande passione per la materia che mi riguarda, è per questo che ho accettato con grande entusiasmo questo ruolo. C’è sempre stata una certa rivalità tra Roma ed il suo hinterland. Cosa ha bisogno secondo lei la Provincia per risollevarsi?Spesso le rivalità sono frutto di frustrazioni a cui non sappiamo dare delle risposte. Io credo che in realtà la provincia non può vivere senza la capitale. Il territorio è legato da un punto di vista infrastrutturale. Ma questo non può voler dire che la Provincia debba diventare per forza il dormitorio di Roma. E’ necessario fare quello di cui si è parlato molto ma poco si è realizzato. E cioè avviare un rapporto stabile di fruizione omogenea di tutto il territorio ed evitare che la città più grande d’Italia schiacci uno dei territori più belli ed affascinanti del nostro Paese. Si parla di sistema metropolitano. Lei è d’accordo a questo progetto?I nomi che si danno a questa cosa sono molti. L’indicazione che ha dato Alemanno in campagna elettorale per cui esiste oggi anche una commissione di esperti è quella di distretto metropolitano. Se pensiamo che sulla Capitale gravano quattro corpi diplomatici, considerando il Vaticano, i Cavalieri di Malta e la Fao. Aggiungiamo tutti i ministeri e le istituzioni statali all’interno di uno hinterland tra i più popolosi d’Italia. È ovvio che in un sistema territoriale così complesso debba esistere un distretto che riassuma le competenze di tutti, un complesso istituzionale che abbia la città al centro ma una forma di governance omogenea con poteri straordinari così come avviene con la provincia del Trentino Alto Adige ed in tutto il mondo dove ci sono le aree metropolitane. Stiamo parlando dunque di una legge nazionale. Il percorso è lungo ma il primo passo lo stiamo realizzando. Parliamo di Palestrina la sua città. Si dice che Praeneste è nata prima di Roma, ma oggi cosa ha bisogno la sua città per imprimere uno slancio all’economia?Palestrina ha sempre avuta questa forma di orgoglio di primogenitura che si legge in tanti documenti, nella cultura della gente locale ed addirittura in alcuni stemmi. A questa ondata di orgoglio non ha corrisposto il mantenimento di un’identità prenestina. Come tutti i paesi dell’hinterland anche Palestrina è stata oggetto di un’immigrazione interna. Oggi però anche all’estero è difficile riconoscersi in quanto prenestini. E all’interno le cose non è che poi vadano meglio. Esiste tutt’ora una carenza di servizi ed infrastrurture. Palestrina sta rischiando seriamente di diventare il dormitorio di Roma. Ha grandi potenzialità ma non molto tempo per agire. Si potrebbe partire proprio da questa grande declamazione di orgoglio nella storia. Ma non solo. Persino la vittoria dello sport in questi giorni potrebbe diventare un fattore di aggregazione. A me duole molto la progressiva perdita di identità del centro storico. Un paese con una storia così, deve riappropriarsi del centro storico. Bisognerebbe partire dalla vivibilità e poi dagli aggregatori culturali che consentono alla gente di starci, di viverci e di incontrarsi |
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